Cervelli in provetta: al CIBIO si cerca una soluzione per i tumori cerebrali pediatrici

Nei laboratori dell’Università di Trento sono stati creati centinaia di organoidi, per individuare e capire i meccanismi che portano al cancro al cervello nei bambini

Il tumore al cervello è la principale causa di morte per cancro nei bambini. Si tratta di patologie aggressive, che negli ultimi anni hanno visto un gran impegno nel mondo della ricerca per trovare trattamenti più efficaci: stando alla Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, a oggi la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di medulloblastoma si attesta intorno al 70%, anche se va sottolineato che, molto spesso, i pazienti che guariscono riportano comunque degli effetti collaterali che influiscono in modo marcato sulla qualità della vita. In caso di recidiva, inoltre, le terapie attuali risultano per lo più inefficaci.

Per questo è necessario scoprire ancora di più sul cancro del sistema nervoso centrale dei bambini, ed è proprio questo che sta facendo l’Università di Trento che, in collaborazione con Sapienza Università e Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e con Irccs Neuromed, ha pubblicato ieri su Nature Communications un importante studio che apre nuove prospettive. L’opportunità delineata dal lavoro è infatti quella di produrre importanti quantità di tumori in provetta, così da poter effettuare moltissimi test per fare screening e individuare nuovi farmaci.

Già nei mesi scorsi, nei laboratori del Cibio, a Povo, sono stati creati centinaia di cervelli in provetta. I ricercatori li chiamano “organoidi”, e potranno essere fondamentali per studiare i tumori cerebrali in età pediatrica: questi permettono infatti di produrre tumori in laboratorio a costi ridotti, di effettuare screening più ampi, in un contesto vicino a quello dei pazienti e senza ricorrere ad animali di laboratorio.

A coordinare il gruppo di lavoro è Luca Tiberi, dell’Armenise-Harvard Laboratory of Brain Cancer al Dipartimento Cibio dell’Università di Trento. «Realizzare gli organoidi di tumori cerebrali è molto difficile e richiede delle competenze scientifiche che il Dipartimento Cibio dell’Università di Trento è riuscito ad attrarre e a sviluppare nei propri laboratori» spiega Tiberi, aggiungendo che «gli organoidi costituiti a partire da cellule della pelle o del sangue si presentano come sfere irregolari, simili a piccole noccioline, e sono stati creati dall’Università di Trento e poi analizzati e caratterizzati in collaborazione con Sapienza Università di Roma e Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, confermando la capacita di “ammalarsi” e mostrare caratteristiche simili a quelle dei tumori dei piccoli pazienti. Questo lavoro dimostra quanto sia importante la collaborazione tra università e istituzioni di ricerca italiane per dare vita a progetti innovativi».

Già adesso gli organoidi hanno permesso di comprendere alcuni meccanismi genetici, come il ruolo determinante di due proteine (chiamate Otx2 e c-Myc) nell’insorgenza dei tumori cerebrali. Il promettente studio ha avuto il sostegno della Fondazione Armenise-Harvard, di Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e della Fondazione Caritro di Trento.

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